copertina

Primo giorno

Segni di malattie credute,
contratte, nelle ore notturne.
Di mattina prendere paese,
dimenticare quel piccolo acciacco
palese, che affatica la masticazione.
Procedere a tentoni, per prove ed errori,
distinguere il giaciglio dal pavimento.
Regolare, rintuzzare la fiammella,
tarare il gesto sulla trama del congegno.
Rimboccarsi le coperte.

*

Sempre si approda
alla posizione periferica,
tanto svantaggiata quanto ambita:
l’ambulacro ferito a sette luci.
Uno spietato controllo di sé stessi
aprirebbe le vie del dominio.
Tutti accolgono celando un coltello.

*

Fratello, c’è una pioggia che cade, sempre.
Una pioggia che scava tra orbite e labbra,
una pioggia che innalza steccati più alti,
che chiude sentieri mai nemmeno intuiti.
Suona come un sottofondo costante,
scenografia che avvizzisce e s’imbruna.
Vivere è l’unico modo per sfuggirle,
dimenticare che un giorno placheremo la sua fame

*

Geologie locali

Reliquie di gesta sopravvissute
all’aratro delle dottrine fanno
atmosfere familiari a nazioni
in radice, disseminata pace lungo
le vie degli insegnamenti. Imposture
d’illogiche abitudini se oltre
cime d’orizzonte un mare accade.

*

Inemuri

Fa parte della nobile missione d’ognuno
non risparmiarsi a tal punto che infine
persi viaggiamo e stremati cadiamo
nel sonno che la spossatezza esige.
Per poi dentro sogni che sedimentano
battezzare sacramentando il diavolo
sotto lo sguardo di un altro nell’angolo.

*

Kavafis, l’ultimo mortale fra gli Olimpi,
sempre alti, giovani e bellissimi,
scesi alle locande dell’Ade; prende
amore come lo schiavo gli avanzi
dalla spensierata mensa del padre.
Ne osserva in disparte le schermaglie
gli ammiccamenti, gli sguardi taglienti,
i sorrisi fuggenti. Divino liberto che brama
l’accoglienza fraterna dei simili.
Divino liberto che ha vissuto a lungo
la pena dei respinti, e che talvolta spaccia
per un’aria di nobile, composto distacco.

*

Rimuginìo

Sprecherò ancora una volta il mio turno
nell’impeto di rabbia che s’approssima
narcotizzato dall’accattivante
infinito rimuginìo di un limbo?
Faccio esercizi per un cuore pronto
a salutare la fine del mondo.
O forse ad accogliere già previste
recrudescenze d’alluvioni, di
terremoti e di condottieri ostili?
O forse solo all’incontro di soglie
diverse del dolore che si sfidano?

*

Calascio

Il castello sembra essere sceso
dal cielo sulla cima incomprensibile.
Qui ogni soglia è galleria di termitaio,
teche vizze dell’antica allegoria
la cui eco non c’è ghiaccio neve o nebbia,
oblio, che possa fermare. Ma tu indichi,
sorpresa, una più semplice bellezza:
in sella d’altra china l’ombra stenta
di un campanile a vela.


Fernando Della Posta è nato nel 1984 a Pontecorvo, in provincia di Frosinone, e vive e lavora a Roma. Tra i tanti riconoscimenti ottenuti in poesia, nel 2016 vince il concorso “Stratificazioni: Artefatti Contemporanei” legato al festival letterario di Bologna in Lettere, sezione B poesia inedita a tema libero, e ottiene una menzione al XXX Premio “Lorenzo Montano” per la silloge inedita. Nel 2017 vince il Premio Nazionale “Poetika” nella sezione silloge inedita.
Nel 2018 si classifica secondo nella sezione inediti di poesia al Premio “Andrea Torresano”, ottiene una segnalazione al Premio “Lorenzo Montano” per la silloge inedita e vince il Premio Letterario “Zeno” nella sezione poesia. Nel 2019 ottiene il terzo posto per il libro edito Gli anelli di Saturno al Premio “Nabokov”. Nel 2020 vince il Premio “Antica Pyrgos” nella sezione poesia inedita.
Nel 2021 ottiene il terzo posto per la poesia inedita al Premio “Umbertide – XXV Aprile” e al Premio “Transiti Poetici”, il secondo posto per la poesia inedita al Premio “Città di Siena” e viene selezionato tra i sei poeti del Sesto repertorio di poesia italiana contemporanea a cura di Arcipelago itaca Edizioni. Nel 2022 il suo libro Ricostruzione delle Favole si classifica terzo al Premio “Chiaramonte Gulfi” e primo al Premio “Antica Pyrgos”.
Ha pubblicato le raccolte di poesia L’anno, la notte, il viaggio (Progetto Cultura 2011), Gli aloni del vapore d’Inverno (Divinafollia 2015), Cronache dall’Armistizio (Onirica 2017), Gli anelli di Saturno (Ensemble 2018), Voltacielo (Oèdipus 2019), Sembianze della luce (Giuliano Ladolfi 2020), Sillabari dal cortile (Macabor 2021) e il più recente, nel 2022, Ricostruzione delle
favole (Italic-peQuod).


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