*

L’uomo personificato I

«Sarai per sempre vivo nei nostri cuori –

mi dice il frontespizio di una lapide.

Ma lo dice poi a me, e chi, il morto
i parenti del morto, a me o a lui

e ora, qui, lo dicono loro lui o io
e a chi»

*

Comparse VI

È rimasto fermo per così tanto tempo
che il suo corpo è finito nel rimosso,
crede che sia stato spostato altrove
che ora sia dentro di lui.

Certe volte è come se fossero le parole
a muovermi la lingua, dice, e oggi
i luoghi che dovevo visitare
non si sono fatti vedere.

*

IX. L’eremita

Come un mondo a sé di fronte al mondo
brucia con la sua lampada la realtà dei fatti,
la terra dove casca il mondo

in cui si incarta e cede il piede
di tutto quello c’è.

Oppure è un invito a illuminare l’eremo
che sta nella realtà delle cose, e allora
al fuoco la carta per incenerirne la luce.

*

XX. Il giudizio

Su un prato azzurro che pare illustrato
usciremo dalle nostre scatole come cianfrusaglie
giochi d’infanzia smessi da tempo dal tempo;

saremo quel polverone di carne che increspa
l’erba, scopre le carte e manda tutto a monte.

*

Camerino III

L’apparso si specchia nella carne,
nelle ossa ricoperte dall’intimo.

Non si guarda dentro né indietro
ma prova una camicia, a mettersi nei suoi panni.

Nessuna rotazione, gira sul posto e
si addentra nel riflesso dell’uscita battendo
un passo dopo l’altro dove cade il suono

a cui si attiene come al suono
del suo respiro che si allontana
mentre lui si lascia andare

*

Davide Lucantoni, Mem, Arcipelago itaca, 2021

Davide Lucantoni è nato a Sant’Omero (Te) nel 1992. Si è laureato in Economia e management all’Università Politecnica delle Marche. Lavora come ricercatore presso l’IRCCS INRCA di Ancona. Ha pubblicato i libri di poesia Eccesso di Forma (Arcipelago itaca, 2018, prefazione di Alessio Alessandrini) e Mem (Arcipelago itaca, 2021). 

Foto dal sito FLA Festival di libri e altre cose


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