*

Nulla si possiede
e ogni giorno scolora
nozioni rigonfie di succo
melograni sgranati
in sfere di mondi assoluti
e ognuna la possibilità del bene
che è solo ora e nient’altro
perpetuo e presente
nella petulanza di riprove
coi dadi truccati
l’inutile progetto
insegna a rimandare
oltre e ancora
come nell’infanzia si corre
all’ultima meta per farsi paura
e invece tra terra e cielo
la campana si gioca a ritroso
e non lascia scampo

*

Il giorno consuma la sua luce
che migra dentro le case
e resta fredda
nella voliera
brillano pensieri
che vorresti arrestare
col sale sulla coda
o uno sforzo di attenzione
rifiutando l’ingorgo dei passaggi
di un dimostrare lento
che oscilla tra due sponde
e ci precede
abbatte muri e porte
finché dice il suo tormento
la resa al dominio temporale

*

Apri spalanca l’occhio disseccato
mentre volano pipistrelli
sulla retina incisa
di filamenti bianchi
impara presto a leggere la notte
con le palme nude
a piccoli passi seguendo
tracce di bestie furtive
pronte all’attacco
resta vigile allora
raccogli il suono che sale dagli stagni
mentre l’alba sversa malumori
fino alla chiusa dove nel fango
agonizza la luce
che rimuore
e mentre affondi
guarda
nel turgore dei bulbi
batte l’annuncio dei colori

*

Talvolta la cava del sonno
si inonda di vite altrui
parole e membra sparpagliate
in un coro di accenti
che la memoria pulisce
per farne ciottoli bianchi
affiorati in superficie
a confondere i sensi
non sta nel profondo
la memoria dei vivi
ma vicinissimo a noi
immediata e costante
con parsimonia consegna le voci
nel punto di transizione
tra l’acqua e il ghiaccio
dove è lotta di stati
per la permanenza

*

Cercala con pazienza rabdomante
nei solchi delle gote
nel focolaio spento
come si cerca l’indizio dell’assente
tra i resti della cena
nella branda incavata
sarà sul bordo di un’estate lenta
che sul rovescio scoprirai mancante
la parola bandita
e l’obbrobrio del suo niente

*

Anna Chiara Peduzzi, Effetti di natura, nota di Paolo Lagazzi e postfazione di Giancarlo Pontiggia, Moretti & Vitali, 2025

Anna Chiara Peduzzi si è laureata in Filosofia a Milano e in Lingue straniere e traduzione a Parigi. Dopo aver vissuto a Como, Milano e Bruxelles, attualmente vive e lavora tra Parigi e La Nièvre. Ha pubblicato saggi su autori francesi e le raccolte di poesie Figure semplici (Anterem Edizioni, 2021, Premio Montano 2020 e Premio Schlesak Opera prima 2022) e Effetti di natura (Moretti & Vitali, 2025). Nel 2024 ha ricevuto il premio Città di Como per una raccolta di poesie inedite.


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