*

(XII)

Le campane scoccano nei loro panni
senza uno scopo, riecheggia il nome
e il turno della carne; così raccolti nel
gelo dello spirito si uniscono in desiderio
ad altissime notti. Nulla li raggiunge
nell’evo perenne, appartengono ormai
alla natura invincibile e lavorare
devono duramente nel tempo inesistente.

*

Non ho altra volontà
– dicono gli innocenti –
che ardere su due paragoni:
prima schiavi, poi trasparenza
dovunque riletta, trafugata
da ospiti tutti attesi, tutti danneggiati.

In uno scrigno di irriconoscibili
difetti d’amore è possibile trovarli,
fedeli alla doppiezza del gesto;
e se il mondo non potrà morire
sarà un innocente a vivere.

*

(III)

Nessuno si consoli della lingua
propria, tutte son seccate sul ramo.

Così affranti da labile materia
come segni puri siamo nome.

La parola ti ha creato antico,
ricordare sarà per te dolore.

*

L’amore e il debito
(Il nido)

È nascosto il solitario inizio
e tutti i doni sono nascosti,
nascosta la magnanima offerta.
Il nido è cosa di luce
che attira, affetto che
sparge i suoi richiami.
L’avvoltoio già vuole quel
silenzio: il debito e la carne.

Se sotto il cielo ancora si
affrettano innumeri nidi
i predatori sanno che
c’è amore dove si muore.

*

La legge del formicaio

Prendi il tuo morso, la tua porzione
e affida il resto ad un particolare,
ad un’altra terra che si ingrossa:
il formicaio divenuto più vasto,
fratello maggiore o coraggio;
sii tu bilancia e peso massimo,
colpa e rimorso di quel che poteva
esser fatto; tieni traccia delle gesta
che hai indetto ma non esser gonfia
di quelle, vuota anzi per le nuove
che saranno; abbi fede nel lungo
percorso e dal prestito di fuoco
avvenuto scambia gioia e futuro;
prestati alla fiducia incondizionata
dell’altro, tuo doppio travestimento,
amore incestuoso che risponde
a sé stesso; sii tu il segreto che può
sparire, la rivoluzione di ogni cosa
inerme; perché qualcun altro verrà,
se resterà spazio dopo di noi
in questo mondo, ad inventarti,
e sarai immagine di operaia
che lavora, gorgo alienato;
dunque non credere al disegno
sconosciuto di uno che mente
ma saggia questa legge.

*

Blu Temperini, Nel principio infondato, prefazione di Davide Brullo, Crocetti Editore, 2025

Blu Temperini è nata a Pisa nel 2000 e vive a Torino. Suoi articoli sono apparsi su “Poesia” e sulla rivista online “Pangea”. Nel principio infondato (Crocetti Editore, 2025) è la sua prima raccolta poetica. 

Foto in copertina di Pauline Iakovleva


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