
Dove hai luogo tu
non sono mai cresciute le azalee.
Sulla mappa dei nostri ricatti
era il polo estremo, dove ti vedevo
accadere nelle pause
fra una palpebra e l’altra,
un lampo che scrosta i respiri dalla polvere.
Io vagavo senza geografia, sentivo
la flebo lenta
*
Non trascurare mai la polvere
sulla pelle delle persone che incontri,
perché è lì che conservano le lacrime
che non vogliono più piangere,
impegna sempre lo sguardo
sulla patina che copre le periferie
dei loro sbagli, gli angoli
stropicciati delle scelte.
Forse così impareresti a leggere
quando la vita si allarga
in una trama che non aspettavi,
a condividere gli abbandoni
nelle tempeste dell’altro
dove una luce sola
vuole illuminare due bui.
*
Quando hai lasciato la casa
era il silenzio ad ogni lembo
corroso di parete, tutte le formule
dell’universo da lì nate ora
cocci di crepe sparse sui muri.
Dal balcone eri il prolungamento
di una radice non ancora dissolta
l’angolo tuo più prezioso dove
protetto il passato si custodiva.
Adesso ho solo da salire un cumulo
disperso di gradini, spero
che la balaustra abbia assorbito
la scia di fumo del tuo sorriso.
Stefano Calemme è nato il 24 marzo del 1999 a Napoli, città dove ha vissuto fino al 2005, anno in cui si è trasferito a Rimini. Ha conseguito il diploma scientifico nel 2018 al Liceo Serpieri di Rimini e la Laurea Triennale in Lettere Moderne nel 2022 all’Università di Bologna, ateneo dove sta per concludere anche il percorso di Laurea Magistrale nella facoltà di Italianistica. Con Atlante delle ferite si è classificato primo al concorso Faraexcelsior 2025.
https://www.faraeditore.it/Crossover/Atlantedelleferite.html
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