Dall’introduzione di Alex Tonelli

La poesia di Ksenja Laginja è un suono. Una lunga nota articolata che increspa il silenzio del mondo e dona al reale le sue infinite possibilità.
Nella silloge Chiamali ancora per nome, divisa nelle due sezioni, In principio fu la casa e La desolazione dell’acqua, Laginja non racconta, non descrive, non lascia mai che la prosa entri nel suo verso. Totalmente contro la tendenza attuale di trasformare la prosa in poesia – e viceversa – Laginja non abdica mai al ruolo mistico, quasi magico, di poetessa. La sua voce, profonda, appare misteriosa, a tratti ermetica, oscura. Ma è solo un’apparenza. Il verso, i singoli componimenti e l’intero libro sono una traccia incisa su un vinile: il lettore è la puntina del grammofono che dà vita a un suono che si riverbera come un La armonico e titanico sugli archi […]

.

Parliamo sottovoce
tentando di riconoscerci,
questo l’amore lo dà
questo l’amore lo toglie
la capacità di raccogliere
i pezzi a volto scoperto.

*

Prendi la casa
immaginala piena di bene
ricorda che ogni riflesso
custodisce sempre
una sofferenza.

*

Prendi il corpo
rivestilo di tutto punto
gli aghi sotto i palmi
creano legami di sangue
ma il vuoto è incolmabile,
la nostra grammatica
resta il silenzio.

*

Siamo sempre soli
di fronte all’amore
e questa è l’unica
certezza che abbiamo.

*

Si aprono così le cose
senza un rumore preciso.

Qualcosa è rimasto indietro
e solo ora iniziamo a capire
di non aver mai posseduto molto
di come l’acqua ci abbia
attraversato, passando oltre.


Ksenja Laginja (Genova, 1981) vive e lavora tra Genova e Roma dove alterna alla sua attività letteraria una ricerca sull’illustrazione legata al mondo del Fantastico. Tra le pubblicazioni: Smokers die younger (Annexia edizioni 2005), Praticare la notte (Ladolfi Editore 2015), Ventitré modi per sopravvivere (Kipple Officina Libraria 2021) e il progetto foto poetico Cielo Cadmio con Stefano Bertoli (Kipple Officina Libraria 2022). Nel 2016 ha vinto il concorso “Zenit Poesia vol.2” (La Vita Felice), nel 2020 il Premio “Europa in Versi” e “Arcipelago itaca”, nella sezione inediti, e nel 2021 il premio “Renato Giorgi”. Dal 2016 al 2024 ha co-organizzato la rassegna di poesia e musica elettronica “Poème électronique”.
Nel 2024 ha dato vita, insieme a Claudio Ferrari, al duo Protocollo Pavla ed è entrata a far parte del gruppo di improvvisazione elettroacustica Dia.Mat. in qualità di percussionista.

 

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