*
è un esercizio
una sfida forse, una sfida al divenire: vivere
e continuare a riproporsi, vedersi, in liturgie
personali, specchiarsi nei ripensamenti di an-
ni lontani, da quando si è iniziato, e poi gli
altri, a seguire, ricordati con nostalgia; con-
servati affettuosamente, acriticamente, senza
utilità, ruminando un bolo di impressioni pe-
rennemente cangianti. Non hai elaborato nul-
la, non hai capito, non hai dimenticato
*
desiderare
un desiderio. Avere un testamento. Scrivere il
bisogno di tacere, ottenere che qualcuno
ascolti. È indifferente se l’intenzione cam-
bia nel corso del gesto, importante è vedersi
agire, saturi di volontà, simultaneamente
fuori fuoco e stagliati controluce, voci di un
improvviso estuario
*
vedersi ora
con chiarezza, scoprire di essere stati com-
plici di dirottamenti fortuiti, colpevoli di ave-
re travalicato regole non scritte ma implici-
tamente condivise e in continua trasforma-
zione. Limitarsi a chiedere, senza ascoltare le
risposte. Esigere dilazioni. Non approvare,
non distinguere, divagare, delegare: il risul-
tato non potrà essere diverso. Nascondersi:
prima o poi verranno a prenderci, intanto ci
si prepara
*
no, non è sommando tutto
che si possa ricavare un esito da cui…no,
nessuna spiegazione di comodo, non pren-
diamoci in giro: questo groviglio di opposte
priorità e ostinazioni e indolenti temporeg-
giamenti e/o strategiche dilazioni è il tuo ha-
bitat naturale, fatto di impronte di anni, levi-
gato dall’uso, modellato come cera dalle abi-
tudini. Ormai sei unito alla forma stessa del
tuo sudicio involucro… comodo come lo è il
piede nella vecchia scarpa
*
non ti rimane in testa
niente, evapora l’ultima impressione su cui
avevi costruito un ragionamento. Un pugno
di mosche senza mosche. Un ronzio che ti
accompagna nelle stanze e corrode ogni
musica rievocata, mentre cammini assente,
sulle pareti
*
Marco Balducci, Terzo repertorio, postfazione di Igor De Marchi e nota di Silvia Comoglio, Anterem Edizioni, 2023

Marco Balducci è nato a Pisa nel 1964 e vive a Bologna. Ha pubblicato sulle riviste di ricerca poetica Anterem (1992) e Passaggi (2003). Nel 2000 ha partecipato a una puntata della trasmissione L’Ombelico del Mondo per RAI 3, curata da Nanni Balestrini e Lello Voce con alcuni testi di poesia “Neo-tecnologica”, poi esposti in forma visuale in spazi commerciali a Parma e Bologna. È stato finalista al Premio InediTO di Torino 2021 e al Premio Lorenzo Montano 2022 con la silloge Terzo Repertorio, che esce nel 2023 per Anterem Edizioni.
Foto di Piero Rasia
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