Dalla prefazione di Camilla Ziglia

<<Questa raccolta distilla come alambicco gocce di paradosso: la sensazione dell’estraneità promessa dal titolo è attinta proprio dal suo opposto ossia dal quotidiano e da ciò che più si crede affine e familiare. Colpisce che addirittura l’io lirico risulti estraneo a se stesso, nella distanza siderale con cui rilegge il vissuto. Antonella Sica percorre il campo di ricerca del lontano nel vicino in diverse direzioni suggerite ancora dal titolo (“corpi”) e secondo i tracciati dei capitoli: i corpi dei quattro membri di una famiglia, l’alter-ego o la coscienza in corpo di bambina, il corpo dell’io lirico-personaggio e quello della casa con le sue ambientazioni note, i suoi affacci consueti e sull’altrove.>>

Era una casa divisa in gabbie
perimetri di fiato e dolore
corpi estranei cuciti dal sangue.

A tavola ognuno il suo posto
geometria instabile dei pasti,
la luce piombava dall’alto
un ritratto di famiglia elettrico.

Corpi stretti nella notte alle coperte
galleggianti nella trama dei respiri
la sveglia scandiva l’assenza ai miei occhi
spalancate finestre alla fuga.

*

Ho una bambina sulla schiena
il suo corpo è nuda cantilena
mi riempie i capelli di nodi
per divorare il mio pianto

la bambina di notte dondola
cigola come un’altalena
col suo alito di bosco sussurra
cristalli di sale sul cuscino

mentre sogno indossa le mie mani
disegna una volpe che gioca coi cani
fuscelli i fremiti del suo respiro
un nido di parole che scopro al mattino.

*

Nella bocca che di notte digrigna
c’è il sogno di un canto
che squarcia gli angoli come petali
sciolti dall’abbraccio al primo sole
un canto di pace e di spine
mela spaccata dalla caduta
che si ostina a essere intera.

*

La sveglia impostata sulle 6:00
ignorarla ogni giorno per un tempo
differente. Cambiare verso
nel mescolare lo zucchero al caffè
far tintinnare il cucchiaino sulla tazza.
Non tutti i giorni, non sempre
dallo stesso lato.

Cambiare marca di biscotti
forma della pasta; ogni tanto
spolverare le fotografie con l’arbitrio
di mischiare i morti agli attimi
morti dei vivi. Non indossare
sempre le stesse scarpe, sentire
il passo che cambia, la gomma che sostiene
il tacco che ticchetta sulle scale.

Voltarsi indietro senza motivo,
senza voce che chiama
perdere l’autobus, guardarlo andar via
cambiare giacca prima di uscire
per prendere freddo ed entrare in un bar.


Antonella Sica, genovese, è laureata in Lettere Moderne. È regista e manager culturale in ambito audiovisivo e cinematografico. Ha fondato e codiretto il “Genova Film Festival” dal 1998 al 2015. Ha diretto e realizzato cortometraggi di fiction e documentari selezionati e premiati in diversi Festival. Tra i suoi lavori: Ballata Trash, cortometraggio con il poeta Edoardo Sanguineti. La sua opera in versi, sia inedita che edita, ha ottenuto numerosi riconoscimenti nell’ambito di importanti premi di rilevanza nazionale. Ha pubblicato Fragile al mondo (Prospero 2015), La memoria del corpo, (Rayuela 2018) e L’ira notturna di Penelope (Prospero 2022, con prefazione di Donatella Bisutti). Ha partecipato a reading poetici in diverse città d’Italia. Recensioni alle raccolte e suoi inediti sono stati pubblicati su riviste online e blog fra cui “Inverso – Giornale di poesia”, “Poesia del nostro tempo”, “Alma poesia”, “Ex-Libris”, “Carte-sensibili”, “Larosainpiù”, “Menabò online”, “Poeti oggi” e “Versante Ripido”, dove cura la rubrica di videopoesia Lanterna Magica. È presente in alcune antologie. Con Corpi estranei ha vinto il Premio “InediTO – Colline di Torino” 2023.

CORPI ESTRANEI di Antonella Sica


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