*

Gli anni passavano senza doverli
più pregare di accadere; era vero:
a niente apparteneva la scogliera
su cui svelti s’infrangevano; né altro
attorno pensavamo che potesse
trattenerli. L’incompiuto in loro
traluceva, fra quanto ne restava
sulla sabbia dove ciechi si erano
seduti. E lì trovarli ancora in sogno.

*

L’altra città chiamava a sé i vivi
più lontani, quelli che non sapeva
essersi persi già da tempo: il vero
sbaglio era cercarli tra le strade
che loro soltanto conoscevano.
Noi pure vivevamo nel risveglio
l’unico motivo che ci portasse
altrove, verso i luoghi del presente:
la pianura, il suo venire a noi, tutto
il tempo speso per attraversarla.

*

Ѐ un corpo che si sostiene appena
questo che cammina: è sostenuto
dal suo stesso nome, dall’aria che lo
chiama; non conosce altro che la linea
che lo forma e lo segue sulla terra.
Senz’altro c’è da chiedersi se lento
inceda e con affanno, e verso dove;
se avanzi per davvero o perso passi
nei pochi luoghi di un ricordo solo.

*

Era questa stanza aperta, segreta
ombra tra le correnti a decadere
di nascosto. Il profilo come apparso
dileguava, aveva in sé quanto tutti
chiamano da tempo. Essere là ancora,
nel tanto chiaro di quei volti che
tornati a noi si fingono rinati.

*

Siamo nelle mani di chi ci chiama
fuggendo; di chi seduto ci ordina
il cammino. Minuscoli per vie
traverse arriviamo dove arrivano
i cani, né sappiamo dove porti
questa vita chi non riesce a unirsi,
disperso che rimane in un tragitto
orribilmente lungo. Questo solo
tra molte interruzioni. Aspettare
una chiamata. Di questo solo
sappiamo essere fatto l’universo.

*

Carola Allemandi, Forse sopravvissuti, Marco Saya Edizioni, 2026

Carola Allemandi è nata nel 1997 a Torino, dove vive. Autrice attiva nel campo della fotografia, scrive per alcune testate come «Doppiozero», «Il Giornale dell’Arte» e «Snaporaz». Cura l’editoriale “Il contatto degli occhi col reale” per la rivista «Torino Magazine» e collabora nel corso “Tecniche della fotografia” al Politecnico di Torino. A queste attività affianca progetti di curatela indipendente e ricerca visiva. Ha pubblicato le raccolte poetiche Sembrava il Sole (Edizioni Progetto Cultura, 2022; Premio I Murazzi” sezione “Opera prima” 2023) e Forse sopravvissuti (Marco Saya Edizioni, 2026).


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