
Dalla prefazione di Luigi Cannillo
La lettura più adatta per entrare nel mondo di Alfabeto di sutura non sembra quella tradizionale della pagina stampata, di una unica sequenza in orizzontale, ma piuttosto una modalità che consenta una percezione più dinamica, caratterizzata da scomposizioni e flashback, come in un caleidoscopio o in uno spettacolo pirotecnico, nel rapporto tra scavo e memoria, macerie e terra di risulta. Il titolo stesso della raccolta può sottintendere tempi diversi intrecciati e paralleli, così come squarci, cure e slanci. Nella raccolta di Giuseppe Spinnato l’abitudine del lettore a cercare di individuare un percorso lineare viene comunque supportata dalla scansione in quattro sezioni che suggeriscono un ordine: la successione tra qualcosa che è avvenuto in un tempo precedente, una serie di conflitti e lacerazioni, e una pratica successiva legata alla parola, a una modalità di nominazione e di riflessione. La poesia nasce come alfabeto necessario per la sutura delle ferite, così come avviene in un passaggio tra civiltà diverse che conduca dall’istinto a una nuova sapienza. […]
Figura
Notte che passi, che resti, che torni,
su quest’asse in cui ruoto
modella la figura,
carezza di vertigine.
Covami zitto nel canto remoto,
come pianeta che gira, che splende
e che illumina il concavo
della tua mano.
*
L’amore è sottovoce
radice che frantuma.
Futuro anteriore
Lenta si stacca una foglia dal gelso
ed è già ora di cena.
Il pane dentro al forno
ha spaccato la crosta:
lo spezzo ancora caldo,
con il cuore rivolto
al tuo tempo, al tuo verbo
che è a me coniugato:
è futuro anteriore,
nostalgia di una gioia
che mai più si rimargina.
Sogno
Anche qui, volpe rossa
di ferita, cola la notte e si raggruma
ai margini del bosco, mentre ti allontani
dopo essere stata donna e famiglia
ma selvatica e poi nell’aria
lei come non l’avevamo mai vista:
solo il volto, un nuovo taglio di capelli,
in alto a destra come luna
e come luna murata nel silenzio dei deserti.
Ora volpe, ferita nella notte,
scompari ai margini del sogno.
Giuseppe Spinnato è nato a Palermo nel 1985 ed è attualmente docente di lettere nei licei. È dottorando in Studi classici per la contemporaneità presso l’Università degli Studi di Palermo.
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