*

Questa parola che dico e che somiglia alla cosa che vuole dire
ma al tempo stesso l’allontana, è un dono
che mi hai lasciato prima di andartene. È lisa/ frusta
segnata dal passato, qualcosa che nessuno vuole più ricordare.
È il corpo ibernato della lotta armata, delle manifestazioni di piazza
a cui mi hai portato e che ora sono cristallizzate in questo
futuro derubato/ museo fuori tempo in cui siamo
imprigionati e sbattiamo come mosche in trappola.

*

Non posso fare altro che correre controvento
nell’aria gelida di questa mattina che nasconde i cattivi
pensieri. La ferita/ il tumore che ti ha prosciugato.
È rimasto l’airone a controllare il canale
si prende il tempo necessario a spiccare il volo.
Mi osserva, prima di sparire nel cielo nero.

*

Che venga, anche inaspettata, l’ora che ci separa.
Che il tempo si posizioni nel punto cieco dell’occhio.
Cerchiamo altre strade, altre vie di fuga, un soffio
di tempesta, un accidente, un urto tra noi e il mondo.
È come scappare stando fermi/ come farci male
senza capirne il motivo, senza dare tempo
al fiato che manca di ritrovare l’aria. Con la paura
sussurrata nelle ossa che diventa misura.
Presto, che il respiro si faccia notte.

*

Colpiscimi là dove si genera la parola. Porta
silenzio, danno e ferita. Inciampa su di me mentre
vai via. Lascia traccia, solco, suono inconcluso
che si perda nella stanza, concedimi memoria e distanza.

*

un silenzio difficile da comprendere, un’altra occasione
perduta per il tempo di farsi respiro e parola. quel sorriso
stonato accanto ad una finestra quando il giorno viene meno
e ci sfida ad affrontarne un altro. preparati ad ammettere e fallire
perché anche il niente e il poco si possono raccogliere, alla fine.

*

Fabrizio Lombardo, La linea spezzata, Donzelli, 2026

Fabrizio Lombardo è nato a Bologna nel 1968, vive a Ferrara. Tra i fondatori, nel 1994, di «Versodove, rivista di letteratura», ha pubblicato Il cerchio e il silenzio (Squadro Edizioni Grafiche, 1995), Carte del cielo (VersodoveTesti, 1999; Premio Terre del Pallavicino), di quello che resta (Fara, 1998), Confini provvisori (Joker, 2008) e Coordinate per la crudeltà (Kurumuny, 2018; finalista al Premio Pagliarani e al Premio Tirinnanzi). Tra le antologie in cui è inserito si segnalano: Il grande blu, il grande nero (Transeuropa), Sesto quaderno di poesia italiana (Marcos y Marcos), Ákusma (Metauro), Parole di passo (Aragno), Parola plurale (Sossella). Suoi versi sono apparsi su «Il Verri», «Poesia», «Tratti», «Atelier», «La clessidra», «L’Ulisse», «Poeti e Poesia». Ha curato, con Niva Lorenzini, il volume Yellow, di Antonio Porta (Mondadori, 2002). Suoi testi sono tradotti in francese, inglese, greco, slovacco, serbo croato e spagnolo. Lavora occupandosi di libri e librerie nella direzione di librerie.coop.


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