9788868816278-

Perché leggere “Sole ribelle. Versi di bellezza e di resistenza” di Emanuela Mannino (Ensemble edizioni, 2020)?
Perché è un percorso, che si segnala, sin dalla dedica, come poesia di restituzione, di risarcimento. Restituzione come omaggio ai genitori, alla famiglia tutta, alla natura che ci fa risuonare come strumenti (come in Accordi di Montale), alla vita “che resiste a sé stessa”, alla poesia, “che ci viene a cercare”. Poesia che segna soprattutto una resistenza agli schiaffi del destino (“Io esisto parlo resisto.”), come in Silenzio ribelle. Una poesia in questo vicinissima alla Campo ed alla Plath nella sua estrema sensibilità.
Ecco, sin dall’inizio, si delineano questi temi come le stelle polari della silloge, un insieme, almeno nella prima parte, di poesie brevi ed agili, segnate dall’uso dell’analogia (esemplari, in tal senso, le “ferite di nuvole”, i “respiri di rugiada”, le “scie di desideri”, i “cadaveri di foglie”, la pascoliana “pioggia di stelle”, i “sentieri d’argilla”, “gocce di suoni”), da una aggettivazione sobria, mai elitaria, ma incessante. Sobria e impegnata, sin dall’esergo oraziano, perché la versificazione deve essere esercizio di saggezza, misura ed insieme di coraggio.
Il coraggio dell’impegno civile delle poesie di occasione che aprono la raccolta, Anime migranti e Attacco celeste, legate ai temi dell’emigrazione di popoli e delle Torri gemelle, poesie in cui la pietas dell’autrice emerge con potenza (nel primo testo “le braccia protese “contrapposte alle “radici di paura”, ai “boati di guerra”, nel secondo la “promessa di pace” successiva allo schianto, l’augurio fecondo di una rinascita). Rinascita e libertà, che sono temi frequenti nella Mannino, in particolare ne Il volo (“voglio rinascere libera”), che nega l’immagine dei “burattini”.
In questi testi di inizio raccolta, il movimento è garantito dall’alternanza di versi brevi al tradizionale endecasillabo.
Un altro tema forte della silloge è la contrapposizione tra “l’inchiostro umano”, segno tangibile della corruzione del mondo, e la luce formidabile del cielo e la Natura, di cui l’autrice si sente parte. Il canto delle cicale e le altre immagini, “l’assalarsi dei pensieri” svelano la visione panica della Mannino, la fusione tra la musica dei versi e quella dell’ambiente che ci circonda (come in D’Annunzio e in parte in Pessoa). Una visione che, specie nella seconda parte della raccolta, Che ne sarà di noi, trova compimento e risposte, rasserenandosi (“Brinderà la Vita, ci penserà Lei, saprà innalzare le sottili scintille che reggeranno il simposio dell’Universo. Ci saremo.”).
A cavallo tra reale ed ideale, tra intimità da proteggere e necessità di operare per un mondo migliore, la poetessa cerca risposte ai quesiti dilanianti dell’esistenza, l’amore, il dolore, il senso stesso del nostro essere nel mondo (“Cos’è l’amore se d’amore non dice più al cuore?”, “Come potevo io, piccolo frammento di stella essere il chiarore della notte?”, ” Che male c’è, desiderare un cammino da incrociare, una voce che dia voce che sovrasti gli echi ciechi di beffarde onde lontane?”, “Che ne sarà di noi? Chi riempirà i nostri pozzi? Chi si disseterà dai nostri calici di poesia e resistenza?”). Domande cui la risposta è perentoria, inesorabile: “Amare non è poi così male.”. Amare come coraggio di liberarsi dalla paura, come desiderio di trovare risposte, di rinascere, di rivincita.
Poesia di restituzione, di risarcimento di sé, in ultima analisi, di rivincita rispetto ad un dolore, ad una uggia lontana. Poesia della vita, della speranza, della condivisione, come nella penultima poesia, Resto a casa (“Forse ritornerà. Forse ritornerò. Forse ci incontreremo. Forse, un lontano giorno, ci abiteremo.”) e, soprattutto, in quella che chiude la raccolta, Sparire (“Incontri di assonanza. Ci sono, ci sei. Ci siamo, restiamo. Insieme.).
Un viaggio, in conclusione, quello della Mannino, per aspera ad astra, che, partendo da una condizione di solitudine ed esclusione dal mondo, (non solo biografica, quanto allegorica dell’intera umanità, che ha dimenticato di essere parte dell’universo naturale) riesce, attraverso le peripezie dell’esistere, a recuperare forza, dignità, compartecipazione al flusso della vita.
Questa la lezione profonda di questo percorso, dolce ed insieme esemplare.

Anime migranti

Fuggono le grida
delle anime straniere.
Boati di guerra
risuonano nelle tempie confuse
degli innocenti.
Intrecci di lacrime e sudore
si sciolgono nel sale.
Donne gravide
piangono lo strazio
delle madri derise.
Ondeggiano i feti
cullati dalle acque incerte.
Il nero blu
uccide le speranze
degli uomini soli,
nel mare di nessuno.
Sulla terraferma
radici di paura,
disprezzo e cinismo.
Sulla terraferma
braccia protese
verso le anime dei
migranti amici.

Mare in tempesta

Scende la pioggia
sul mare nero,
danzano le nubi
nel plumbeo cielo.
Sbattono le acque nervose
sulle rocce guerriere.
S’alza il gelido respiro marino,
e sabbia odorosa
si assala
coi pensieri miei.

Un’altra volta

Come potevo io,
piccolo frammento di stella
essere il chiarore della notte?
Come può un battito d’ali
scuotere i ruderi dalla resa,
cambiare i colori del tramonto
anelare all’alba che buia?
Si sta meglio dietro un angolo di coraggio
a bere sorsi d’attesa
mentre il cielo
rinasce un’altra volta.

Silenzio ribelle

Gocce di suoni smorzati
strappi vuoti di parole
lacerano la mente
il petto
l’ardore.
Subdola serpe
che striscia,
distrugge
ferisce.
È la mia vita,
taci la tua.
Io esisto
parlo
resisto.

Che ne sarà di noi

Non ci saremo più,
non ci saremo più.

Che ne sarà di noi,
di tutte le riserve di vita
ammassate gelosamente
nell’anfora dei desideri?

Non ci saremo più,
ci confonderemo
nelle indicibili umanità affrante
dagli schianti dei sogni infranti.

Che ne sarà di noi?
Chi riempirà i nostri pozzi?
Chi si disseterà dai nostri calici
di poesia e resistenza?

Brinderà la Vita,
ci penserà Lei,
saprà innalzare le sottili scintille
che reggeranno il simposio
dell’Universo.

Ci saremo.


Emanuela Mannino, è nata a Palermo ove risiede.
Docente di scuola primaria, ha pubblicato con la casa editrice Ensemble, la prima raccolta poetica “Sole Ribelle-Versi di bellezza e di resistenza” (2020) che racchiude poesie scritte nell’arco di un trentennio.
Ha pubblicato un racconto nell’antologia “Congiunti” – Edizioni Ensemble (2020) e un micro-romanzo nel collettivo “Tina-Storie della Grande Estinzione” (Aguaplano, 2020).
Sue poesie edite e inedite ed una recensione alla silloge Sole ribelle-Versi di bellezza e di resistenza sono state pubblicate sulla Rivista Spiragli, a cura del professore Salvatore Vecchio.
Alcune poesie e alcuni articoli di poesia scritti dall’autrice, sono stati riportati nel sito web letterario Morel-Voci dall’Isola. Sue poesie inedite sono state riportate sul blog cesim-marineo.blogspot.com.
Una suite di dieci poesie inedite, con nota critica di Giannino Balbis, è stata pubblicata sul sito Margutte.com.
Tra i contributi poetici reperibili sui canali You Tube: La Grande Poesia di Diego Luschi (letture, a cura di E. Mannino, di testi poetici di autori noti); Word and Music Net 18 del professore Giannino Balbis (lettura, a cura di E. Mannino, di una poesia tratta dalla raccolta poetica “Sole Ribelle-Versi di bellezza e di resistenza”).
Una poesia è stata musicata e inserita all’interno del disco “Old Folk for new poets” (New Model Label, 2021).