Lo dico da tempo. Vorrei che la mia poesia venisse maneggiata nei mercati, macerasse nelle cassette di frutta abbandonate al sole, divenisse fertile e procreasse madri, nonne, figlie, mille sorelle. Vorrei che abitasse nelle tue tasche, insieme a pochi spiccioli ed ai foglietti accartocciati. La vorrei dentro la tua giornata, polpa e linfa dei tuoi gesti, dell’aggrapparsi alla vita.

Comincia da una pianta,
dalla più esile, dall’acqua,
falla crescere al sole, custodiscila
dal vento e dalla pioggia.
Quando avrà radici profonde,
quando le foglie saranno larghe
per proteggere gli insetti
in cerca di riparo, non avrai finito
il tuo compito. Trovane un’altra
ed un’altra ancora, popola
il tuo giardino di piccole speranze,
fanne ombra per i minuscoli,
i dimenticati, gli invisibili.

A Giuseppe (quel che resta di un padre)

Sapevo dal principio che il tuo buio
sarebbe giunto prima del mio
(è la natura dei padri quella
di sbriciolarsi al volo delle rondini,
che segnano il confine tra gli anni.)
Ma avevi promesso. Sapevo che un sole
ci avrebbe ritrovato, che la tavola
sarebbe stata condivisa, sapevo
che avremmo giocato ancora
con le macchinine invincibili
e che mi sarei addormentato,
quasi subito, stretto ai tuoi baffi.

*

Le mamme son cosi. Perdonano
solo da vive, da morte
non perdonano mai.
Anche nel sogno – Io sono qui – ripetevi.
O era un incubo,
con tutta quella luce
forsennata, quel correre
accecante al mare, quel gettarsi
nelle sue, nelle tue braccia.
Se oggi scrivo, è per trovare risposta,
poter essere dimenticato,
addomesticare il vento, potermi
spegnere in mare, libero.
Scrivo per non cullare la colpa
di essere qui, in tua assenza.
Ecco – Io sono qui – ripetevi
ogni volta, nei sogni.
Ed io con il Roipnol
a stento non sentivo la tua voce
esatta, eterna, inevitabile.


David La Mantia, 58 anni, è nato e vive a Grosseto, incontro meticcio tra un padre di Marsala e una madre delle colline toscane. Lavora da 15 anni come docente di italiano e latino al Liceo Scientifico Marconi della sua città. È editor, vicepresidente dell’associazione Porta-Voce, membro del comitato tecnico scientifico della Fondazione Bianciardi e del CDA della Fondazione Atlante, collaboratore di Bubbles Magazine e redattore de Il Gabellino, autore e coautore di diversi testi di tradizioni popolari e di racconti, raccolti in antologie. Nel maggio 2019 è uscita per INNOCENTI Editore “A testa bassa”, una silloge di poesie e brevi prose liriche, giunta alla terza ristampa, premiata con il secondo posto tra le sillogi edite al Premio città di Grosseto 2020. Una sua raccolta inedita è stata proposta al Premio Pagliarani. Suoi versi sono usciti nell’antologia Con-tatto, materiali prodotti durante il lock down.