KSENJA LAGINJA DELLA POESIA DICE

La poesia è un prezioso strumento d’indagine sul visibile e l’invisibile, esperienza del vissuto in connessione con l’altrove. Sono arrivata a lei per stratificazioni esistenziali. Viviamo immersi in questa avventura misterica che è la vita e da cui non si esce indenni.
Penso che abbia un carattere atemporale, ma allo stesso sia legata al presente, al passato e al futuro, in alcuni casi è una sorta di fuga dal reale, in altri ancora è totalmente percorsa di vissuto e umano. La differenza tra buona e cattiva poesia risiede nell’autenticità e nell’intenzione, saper tradurre entrambe. Si tratta sempre di un tentativo di equilibrio.
La poesia può mettere in discussione cose e persone in un territorio dove la domanda è più importante della risposta, racconta come il senso del reale e l’idea di verità – mai assoluti e sempre parziali – possano entrare in contatto in mezzo al grande ciclo dell’esistenza. La domanda che crea è il punto centrale e per me è un medium.
Noi ci muoviamo, coscienti o meno, dell’energia impressa sul cammino, così procede la poesia.


LA SUA POESIA CI DICE

due testi dall’antologia “Quinto repertorio di poesia italiana contemporanea. Premio «Arcipelago Itaca». 6ª edizione

Chiamali ancora per nome
quello imposto a mani feconde,
l’inverno conquisterà tutto
compresa la terra
e i piedi che l’attraversano –
così ti chiedo una preghiera
per tutte le ombre orfane
dominate dal silenzio
ognuna a modo suo
chiede di restare.

*

Sono radici cosmiche
queste verticali custodite
in opposizione alla terra.

Oltrepassato il branco
in risalita sulla collina
restano senza pronuncia
tutte le morti in vita.

da “Ventitré modi per sopravvivere”, Kipple Officina Libraria, 2021

XII

Ti insegnano ad amare
fino al giorno in cui tutto
verrà spazzato via e non potrai
disporti alla tassonomia
della casa, resterà la calce
a suturare i buchi nel petto,
ci toccherà separarci
cedere il peso agli altri.


DICONO DI LEI E DELLA SUA POESIA

Lucia Guidorizzi, estratto dalla Nota di lettura sul blog Cartesensibili.
La lettura di questo libro di poesie ci conduce nel mondo delle formule, delle incantazioni, focalizzandosi sul potere della parola poetica che celebra, nelle sue varie declinazioni, il numero ventitrè. La ripetizione fa parte del repertorio della litania e assume un carattere protettivo e apotropaico. Il linguaggio dell’Autrice, essenzialmente scarno e funzionale, si sviluppa tutto intorno a questa cifra, mantenendone la portata enigmatica e simbolica. Lo scandaglio delle proprietà conoscitive e trasformative di questo numero ci conduce nell’ambito dell’alchimia e infatti questa raccolta si apre con una citazione del grande Ermete Trismegisto “ Sic Mundus Creatus Est”.

Antonio Fiori, estratto dalla Nota di lettura su http://www.atelier.it.
Il confronto tra numero e parola è lucido e razionale: Alla fine della conta/ resteranno queste solitudini/ biologiche, particelle/ ripetibili che smuovono/ il quando senza un dove;/…/ questa apparenza/ è il nostro fine. Al poeta dunque il compito di sempre, quello d’intermediario tra mondi e linguaggi lontani. Un lavoro notevole perché, nonostante la potenza evocatrice di questo polisemico numero primo, la parola poetica è controllata, pesata e governata, chiamata com’è a dare istruzioni di sopravvivenza e a mantenersi fedele a ciascun significato. Ksenja Laginja rivela solo la fonte, la descrive, talvolta osa di più e qualcosa predice. Tutte le derive misteriche, invece, sono lasciate al lettore, avverranno solo nella sua mente.

Alfredo Rienzi, estratto dalla Nota di lettura sul blog Di Sesta e Di Settimana Grandezza.
Come anticipato, i testi sono brevi, la frastica è lineare, netta, diretta ed essenziale («linguaggio asciutto e così scarnificato nell’uso ipercontrollato della parola» scrive con efficacia Alex Tonelli). Le aggettivazioni sono reperti rari, ogni termine è strettamente necessitante, nella sua nudità; la voce narrante usa in prevalenza la prima persona plurale (mai la singolare), talora si indirizza imperativamente a un tu imprecisato, altre volte s’appoggia all’infinito. La sintassi contratta procede con passo breve, orienta a silenzi più ritmati che la parola stessa. Ognuna delle 23 poesie va a sincoparsi con la nota esplicativa a fondo pagina, che funge da nota bassa di un ritmo binario, sia sonoro, sia soprattutto mentale, dove l’alternanza dello stimolo intuitivo-immagininativo (poesia) a quello razionale (didascalia) pare voglia farsi simbolo esso stesso e paradigma del ritmo interno, del ciclo diadico che governa il corpo-mondo.
L’architettura, senza nemmeno – per ora – scendere nei versi, sembra già voler dire molto, pare volerci incanalare in un esercizio mantrico, in una ruota che all’ultimo arco ventitreesimale della sua rotazione non dichiara fine e compimento, ma lascia aperta la porta su un tempo successivo e trasformativo, ciclico.


KSENJA LAGINJA E I POETI “INFLUENCERS”

Ho sempre letto molta poesia, fin dalla tenera età, affascinata da quel mondo misterico tanto da sentir premere l’esigenza di tentare anche la scrittura, non solo l’immagine. Sicuramente ho amato leggere Rimbaud e Mallarmé nelle mie prime letture, seguiti da Rilke, Dickinson, Caproni, Mansour, Sereni, Pagliarani. Amo leggere tra i contemporanei Cagnone, De Angelis, Ceni, Bre. Seguo inoltre con grande interesse il contemporaneo, anche molto giovane, così ricco di autrici e autori che vivo e conosco di persona. Ognuno fa la sua parte, il cerchio ci racchiude tutti.

In dono a Ksenja e ai lettori di larosainpiù, di Giorgio Caproni, Esperienza:

Tutti i luoghi che ho visto,
che ho visitato,
ora so – ne son certo:
non ci sono mai stato.


Ksenja Laginja è nata a Genova, vive e lavora tra la sua città e Roma dove alterna alla sua attività letteraria e pubblicitaria una ricerca sull’illustrazione legata al mondo del Fantastico. Ha esordito con Smokers die younger (Annexia edizioni, 2005), a cui ha fatto seguito Praticare la notte (Ladolfi Editore, 2015) e Ventitré modi per sopravvivere (Kipple Officina Libraria, 2021). Nel 2020 ha vinto i concorsi Europa in Versi e Arcipelago Itaca, nella sezione inediti. Suoi testi sono presenti su antologie poetiche, blog e riviste letterarie. Co-organizza la rassegna di poesia e musica elettronica Poème Électronique.

ph. Giulio De Paoli