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La Poesia è la temporanea sospensione di quella condizione ordinaria di lucidità, grazie alla quale, supportati da un estatico quanto sapiente uso della “parola sussurrata”, è possibile, come in una sorta di stato di grazia, esprimere tutto il dicibile tramite l’indicibile.

Sono attento, per cultura e sensibilità, al ruolo e al valore della parola, come onda sonora e di energia creatrice, non solo sul piano semantico, ma anche su quello della realtà fenomenica e di contributo all’espansione della coscienza collettiva.
La Poesia ha una sua potente intrinseca dignità. Essa è il primo linguaggio attraverso il quale l’uomo ha cercato di dare forma e sostanza a pensieri, emozioni, paure, incertezze, sogni, nel tempo mitico di un esistenza ancora non storica.
Ma la Poesia non è soltanto questo, la Poesia è anche terapia, essa è un fuoco sacro che cura, avvolge, decodifica, rigenera.
Il ruolo della Poesia è quello che le appartiene da sempre, ovvero fungere da faro, guida, luce nella complessità dell’esistenza. La parola poetica è una parola potente, è uno strumento universale di conciliazione e di scandaglio, di esplorazione delle intricate lande, da un lato oscure e ombrose, dall’altro invece iridescenti dell’animo umano. La Poesia è un “grimaldello di ri-alfabetizzazione cognitiva, animica, artistica”. In definitiva “la poesia è il nostro promemoria di umanità”.

Lettera dal passo di confine

Non c’è fervore
d’istante
nel mio cuore.
Solo detriti
d’immensi templi
abbandonati
e macerie
d’ardite fabbriche
rimaste incompiute.
Tutto avvolto
anche qui
un rovente drappo
nero indolore
tace sugli eventi.
Oggi l’anima mia
non sente nulla,
se non se stessa
che ascolta
questo sfracellarsi
di silenzio
e pace umile.

*

Perpendicolare

Esserci
sulle soglie dei voli,
dei ritorni, scintillanti
di poesie e addii mai
perenni, ché se ti canto
non sei mai distante
dal centro del cielo,
dal vertice dell’infinito,
perpendicolare,
sull’attimo scalpitante.

– in memoria di Gabriele Galloni, giovane poeta.

*
D’esistenza

Raffiche d’esistenza
a sentenziare disastri,
destituzioni d’esausti
idoli che desistono
d’esistere, distanti
prediche gli astanti
loro intonano d’istinto,
in stinti desideri
gli astri attendono
l’estro di nuove istanze,
l’istante per nuovi rostri.


Roberto Crinò, nato a Palermo, il 3 ottobre 1972, insegna lettere al Liceo Classico ”Vittorio Emanuele II” di Palermo.
Compositore di testi e melodie nel progetto di musica inedita Le Anomalie, rock band venata di echi letterari, con Edizioni Ensemble ha pubblicato le raccolte di poesie: “Le coincidenze significative” (2018); “Ineffabile mutazione” (2019); “Il monile di Ashtart” (2020, con Matteo Maxia).
Con Eretica Edizioni ha pubblicato “Verrà ottobre” (2021).
Alcune sue poesie sono state tradotte in spagnolo e pubblicate sulla rivista argentina Buenos Aires Poetry e sulla pagina web del Centro Cultural Tina Modotti di Caracas.
Diverse sue poesie inedite sono state pubblicate sulla rubrica Bottega di Poesia del quotidiano La Repubblica.