cop buona ris

Dalla prefazione di Stefano Simoncelli

Perdere la madre è sempre un dolore scompaginante e irrimediabile. Lo dico per esperienza e l’unica piccola cosa che mi consolava era la consapevolezza e il privilegio di averla avuta accanto e me per tanti anni, ma non bastava, non basta niente davanti a un dolore immenso e, fino a quel momento, sconosciuto. Poco alla volta cominciavo a impararlo e frequentarlo fino al punto che mi prevaricava e non riuscivo a contenerlo. È stato a quel punto estremo di sofferenza e smarrimento che la poesia mi è venuta in soccorso prendendomi per mano dopo dodici anni in cui l’avevo abbandonata rifugiandomi vigliaccamente nel silenzio e ho ricominciato a scrivere di e per mia madre trovando un briciolo di pace. Credo sia quello che è accaduto al poeta Antonio Nazzaro di cui leggo la sua raccolta La dittatura dell’amore con partecipazione e commozione. Anche lui ha legato la perdita della madre a un progetto che la riguarda nel profondo: il tentativo, qui riuscito perfettamente, di mantenere con lei quel legame d’amore spezzato dalla morte. Un libro di versi che lo ha aiutato ad elaborarne il lutto e a prendere, per quanto sia possibile, le distanze dai ricordi mettendoli su una pagina con molta fatica, porvi un distacco, una luce nuova che li illumini senza la rabbia e il dolore accecante della perdita. Sono versi pieni di disperazione, amore e tenerezza. “a dire non avere paura Antonio/ ti cullo io/ di nuovo qui”. Si è sempre a quel punto in cui non c’è rimedio, quelle braccia che ci hanno cullato e di cui avvertiamo l’assenza, il vuoto incolmabile. Ancora: “a giocare l’ennesima partita persa/ ma non mollo”, non si può mollare, la vita va avanti e quella donna minuta, fragile, ammalata, alla fine esce dal buio del lutto e diventa luce sulla pagina. La poesia ha questo privilegio e magia se è poesia vera che scaturisce dall’anima. Sono sicuro che un eventuale lettore di questi versi limpidi, puliti, coinvolgenti potrà trovare conforto a un suo dolore di cui non trova le parole per dirle a se stesso e confessarle ad altri. È un libro importante questo di Antonio Nazzaro, un libro vero di cui ce n’era bisogno.

Malattia. Ottavo giorno. Troppa luce.

notte a camminare sul bordo di un letto
non mio non mio
non mio

a sostenere un respiro in equilibrio
a sfiorare una mano da cui scappare
e poi sempre ritornare

a contare i tempi della notte
senza stelle senza stelle
senza stelle

a scacciare il dolore con una bestemmia
con un po’ d’amore di canto sussurrato
ci sono ci sono
ci sono

aggrappato a lenzuola che si fanno mare
per non farti affogare
per io
non naufragare

un bacio in fronte
e poi
scappare scappare

scappare
via

(11 settembre 2021)

*

A Eros Alesi

tu dicevi cara mamma morfina
ma abbiamo perso tempo

qui su questo letto dell’impotenza
sorreggo la madre

vedo quindici anni buttati
e nessun ricordo da sorridere

abbiamo perso tempo
tanto troppo tempo

e non c’è pianto o parola
solo vuoto vuoto vuoto

(19 settembre 2021)

*

la notte è passata
ogni rumore è un respiro
a cui accorrere

la pioggia sui tetti
ha suono di battiti
a spegnersi

l’ansia è foglia
nel vento d’autunno
a rigirarsi

la paura è la parola
non data un sorriso mancato
a fare colpa

si rigira la testa
sul cuscino tra un giorno ancora
e una morte a chiamarsi

il dolore un desiderio spezzato
e restare lì con una carezza
indifferente
all’aprirsi chiudersi degli occhi

(3 novembre 2021)

*

Sotto il segno del cancro

sotto il segno di una stella marcia
in questa notte si fa più oscura
ogni istante è il cadere della pelle

le carezze i baci materni
si affievoliscono al risveglio
affogano nel cadere del sole malato

non resta che questa paura
dell’attesa inevitabile del nulla
vuoto sogno parola pensiero

vuoto circonda vuoto
ogni gesto un mattone di silenzio
vuoto stare o essere

vuoto abisso dello specchio
vuoto della mancanza
vuoto inganno il ricordo

solo paura paura
paura

(3 dicembre 2021)

*

anche oggi mi svegli
sei il fischio dell’acufene
o del treno che lento passa
come se importasse

hai la voce di mia madre
il resto l’hai già preso
il rumore di quest’auto
andata e ritorno il martirio

la radio racconta di te
dall’ucraina a chissà dove
una madre la mia
consegna la fede al figlio

le alleanze rotte sono
il tuo passare distribuisci
la solitudine senza ricevuta
tutto resta nero su bianco

rimbombi nel fare piano
come un dolore intimo
non resta che sintonizzare
l’acufene su onde medie

(17 marzo 2022)

*

ti ricordo come non sei stata
probabilmente mai

in fondo ricordarti
è un ingannarmi

fare te impossibile
per fare sopportabile

l’assenza tua
(2 giugno 2022)


Antonio Nazzaro, nato a Torino nel 1963, è giornalista, poeta, traduttore, video artista e mediatore culturale, fondatore e coordinatore del Centro Cultural Tina Modotti.
È direttore di diverse collezioni di poesia italiana e latinoamericana per differenti case editrici. Ha pubblicato le sillogi: Amore migrante e l’ultima sigaretta (RiL Editores, Chile; Arcoiris 2018), Corpi Fumanti (Uniediciones 2019) e Diario amoroso senza date, Fotoromanzo poetico (Edizioni Carpa Koi 2021), La dittatura dell’amore (Delta 3 Edzioni 2022). Un libro di racconti brevi: Odore a (Edizioni Arcoiris 2014) e il libro di cronaca e poesia: Appunti dal Venezuela, 2017, Vivere nelle proteste (Edizioni Arcoiris 2017). Suoi testi sono stati pubblicati in differenti lingue su riviste e antologie nazionali e internazionali.
Ha tradotto, o dall’italiano o dallo spagnolo: Il nemico dei Thirties di Juan Arabia (Samuele Editore 2017); La notte di Dino Campana (Edicola Ediciones 2017); Hotel della notte di Alessandro Moscè (Buenos Aires Poetry 2018); La lingua instancabile. 10 voci contemporanee della poesia italiana (Samuele Editore/Buenos Aires Poetry 2018); La generazione senza nome, antologia della poesia colombiana (Edizioni Arcoiris 2018); Terra e Mito di Umberto Piersanti (Uniediciones/Samuele Editore 2019); Le svelte radici di Sandro Pecchiari (Uniediciones 2019); Le distrazioni del viaggio di Annalisa Ciampalini (Uniediciones 2019); Sulla soglia di Monica Guerra (Uniediciones 2019); Equazione della responsabilità di Fabiano Alborghetti (Pro Helvetia/Ril Editores 2019); Oltre il mare di Khédija Gadhoum (Edizioni Arcoiris 2019). Antologia della poesia giovane italiana (nella Collana Gialla della casa editrice fondazione pordenonelegge.it 2019); Farragine di Marco Amore (Uniediciones/Samuele Editore 2020); Olimpia di Luigia Sorrentino (Ril Editores 2020); Stazioni remote di Stefano Simoncelli (Carpa Koi/Uniediciones 2021); Casa delle ossa di Prisca Agustoni (Pro Helvetia/Ril Editores 2021), Poesie dell’oscurità di Giuseppe Nibali (Uniediciones Sello Editorial en coedición con Carpa Koi 2022.) Dino Campana Suramericano – Cantos Órficos (Abisinia Editorial 2022).