*

da qui partivano vie
respirando crescevo

nel crollo, qualcosa di dolce
un incavo del tempo

tutti gli occhi che ho aperto
sono i rami che ho perso.

*

entro nella pioggia come in un bosco
– ali fittamente intessute
aperte e richiuse sotto la scorza.
Cammino, la nuca protetta
dai miei custodi, liberato lo sguardo
dalla gabbia degli occhi.

*

con la forza del niente
del non avuto mai
niente da barattare,
i gesti ricompongono una lingua
si allaccia al mio corpo un’armatura.

*

Aspetto che scenda la luce, resto qui, fino a che iniziano a camminare le pietre. Si schiudono come uova deposte da una madre che si è fatta di sabbia. Affiorano a un tratto le piccole zampe e la testa. Vengono a un mondo che ha già chiuso gli occhi. Mi avvicino: le stringo in una mano, le tengo sul petto. Poi le accompagno a riva, le riconsegno.

*

siamo noi, polline e polvere.
Poche ore per ere di lontananza.
Come la chioma di un albero prima
della bufera. Avere due occhi
riconoscerti. Di ogni tuo nome
porto alla bocca
tre sillabe di silenzio.

*

Franca Mancinelli, Tutti gli occhi che ho aperto, nota di Fabio Pusterla, Marcos y Marcos, 2020

Franca Mancinelli è nata a Fano nel 1981. È autrice dei libri di poesia: Mala kruna (Manni, 2007, premio opera prima Laudomia Bonanni e Giuseppe Giusti), Pasta madre (nota di Milo De Angelis, Nino Aragno, 2013, premio Alpi Apuane, Carducci, Ceppo-giovani), A un’ora di sonno da qui (Italic Pequod, 2018, volume che raccoglie i primi due libri), Libretto di transito (Amos Edizioni, 2018) e Tutti gli occhi che ho aperto (Marcos y Marcos, 2020, premio Europa in Versi). Una silloge di suoi testi è compresa in Nuovi poeti italiani 6 (Einaudi, 2012) e, con introduzione di Antonella Anedda, nel Tredicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2017). Traduzioni di suoi testi sono apparse su riviste e antologie straniere. Ha partecipato ad alcuni progetti internazionali, tra cui Chair Poet in Residence (Calcutta, 2019). Dal progetto Refest – Images and Words on Refugee Routes (2018) è nato Taccuino croato, ora in Come tradurre la neve (AnimaMundi, 2019). Con traduzione inglese di John Taylor sono usciti per The Bitter Oleander Press (Fayetteville, New York) nel 2018 The Little Book of Passage, traduzione di Libretto di transito, nel 2019 At an Hour’s Sleep from Here: Poems (2007-2019), un volume che raccoglie i suoi primi due libri con alcuni inediti e nel 2022 un libro di prose, inedito in Italia, The Butterfly Cemetery. Selected Prose (2008-2021)