20210723_164310-1-2La poesia mi aiuta a vedere i volti nelle nuvole ma anche l’esatto contrario: tornare a riconoscere che una nuvola è una nuvola, fatta di sua meraviglia.
Scrivere è un dialogo aperto tra me e me, tra me e il mondo e ancora tra me e gli altri.
Un calarsi dentro ed un venire fuori da ciò che ci perturba, nella ricerca di un incontro autentico, ma inspiegabile, con l’esistente.
Forse la poesia non dice, ma pone salvifiche domande.

Tu non chiamarmi amore
prima che la mia testa
non poggi bene alla tua spalla
ed io non abbia finito di ricordarti
che vivo un paese disabitato,
senza promessa di giorni certi.
E tuttavia
per ironico destino
il grande sogno mi abita
muovendomi come un ospite cauto,
tra le cose che dici.
Non attendo, non chiedo
solo mi appoggio
dopo
alla tua spalla.
Ma tu non chiamarmi amore
prima che il mio essere
non affacci al sorriso
potendo fare pace
con tutto ciò che non è stato
e tutto ciò che fu per le mie strade.

Nina Mercurian-raccolta Melograno

*

Ti invito in una casa mai finita,
non ti soffermare sulle pareti spoglie
sulle sedie spaiate
sul comodino che ciondola.
Non è lì che sono.
Ho casa negli altri
nelle loro parole di bene
negli abbracci ricevuti.
Così ti invito
sfacciatamente e senza timore
in questa casa che ride con me
di tutti gli sforzi che facciamo
per nascondere le nostre crepe.
Io sono una casa mai finita,
ma il sole vi abita spesso
e il vento caldo e le piogge leggere.
Non ho un buon divano,
possiedo un bagno rotto
ed un soffitto che cade:
sono la mia piccola storia.
L’unica cosa che vale
è ciò che vedo dal mio balcone,
un mondo di case mai finite.
Per questo ti invito,
vieni?

Nina Mercurian-raccolta La porta gialla

*

Posso decidere di fare mille passi indietro
ma il gioco bello era correre in avanti
senza tanti presagi
così:
prendersi per mano lungo il torrente.
Son fatta di vita semplice
che il tempo corrode
e il coraggio mantiene,
è il mio atto d’amore.
Ed anche se finisse nel nulla,
se il mio sentire non avesse peso nella vita
e presto fosse espulso dalla tua memoria,
a me resta da concludere la giornata di oggi
per iniziare un qualsiasi domani.

Nina Mercurian_raccolta La porta gialla


Mi chiamo Nina Mercurian e sono nata a Torino. Ho scelto io, da adulta, questo nome per raccontare una lunga storia famigliare di viaggiatori (oggi si direbbe migranti).
Amo anche il mio nome di battesimo, ma vi è stato un momento della vita dove mi serviva un piccolo atto di ribellione creativa per sentirmi autorizzata a darmi nuove forme.
Nel nome sono riportate le mie origini (armene, francesi ed italiane).
Mi sento bene negli abiti meticci e ho ricevuto un’educazione dove tutto (a partire dal cibo) racconta quanto sia avventuroso e prolifero l’incontro tra culture diverse.
Ho fatto studi artistici e ho lavorato tanti anni in ambito teatrale per poi passare allo studio psicodrammatico approdando al lavoro nel sociale, specializzandomi nell’animazione e formazione rivolta agli adulti in difficoltà.
Un percorso che può prendere ancora strade diverse, mi piace camminare: sono una camminante.