copertina allemandi

Sbattono violenti i respiri per via
contro un corpo che sente – Si nasconde
un addio in ogni piacere, ogni veglia. –
Svelandosi appena l’ignoto fa
del Sole illusione leggera, quella
di trovarsi recisi oltre il ciglio
del giorno, tra le sue pieghe raccolte.

*

Qualcosa è successo: come quel giorno
di Sicilia i capelli intrappolati
tra le ciglia suggerivano forse
il sentimento: più di ciò che siamo,
di accorgersi della solitudine
nell’essere impotenti a se stessi
tra i rumori sordi delle palpebre.

*

Questo maggio ti è appena sufficiente
a declinare così i nuovi rumori
del tempo: riuniti su d’una roccia
marina andranno (se andranno) là dove
muore lo spavento, là dove albeggia
una miseria a cui inchinarsi. Sarà
una veggenza a loro soltanto nota.


IMG_5258Il momento poetico è di per sé un movimento: uscire da sé, trovare sollievo nel sapersi all’esterno, nelle cose del mondo. La stesura scritta diventa il risultato di un processo che, secondo una prospettiva del tutto personale, inizia col vedere, con l’accogliere la realtà con cui l’occhio è costretto di continuo a cimentarsi. Le parole diventano sostanze “visitanti” – rivisitare significa tornare a vedere – da cogliere durante il cammino, appunto in movimento, mentre si compie altro rispetto a loro: così si può essere in grado di associare un dettaglio reale a un più vasto senso racchiuso in un legame di termini. Il momento della parola scritta diviene allora il diapason che vibra, e la perdita di contorni che le due asticelle subiscono per permettere il riverbero che genererà la nota assoluta per l’accordo.

POESIE INEDITE

**
Il patto era quello scritto nella sera,
un sussurrare di nascosto al petto
d’ognuno immagini apparse, discorsi
dell’entroterra. E come immagine
sempre il veloce accostare di voci,
il futuro intravisto nel suo breve
richiamo: né gli spazi conoscono,
e il chiaro è qui a farci corpo ancora.

**
Di ciò che un giorno c’era non dice più
La cenere di troppo, né le stesse
Attese che già allora ci parlavano:
A reagire era poco più del tempo
Preso di sfuggita e senza accorgersi,
Il gesto anonimo che compie un verbo
concepito nella veglia. Ritorna
ora la casa che non parla, uomini
che corrono da soli e senza corpo
come a dire di restare. La realtà
esiste attraversando una parola
e Il sogno dice al sogno di tacere,
come a creare apposta un ricordo nuovo.

**
Quando arriva sera il giorno comincia
a sussurrare, ne aspira ancora lieve
la febbre. Credere che siano solo
case queste nell’inverno è un pensiero
a volte troppo lucido; così i sensi
non ancora avvezzi al gioco astratto
del risveglio non si ricorderanno
mai ciò che li salvò una volta nati.


Carola Allemandi, nata a Torino nel 1997, scopre autonomamente la fotografia.
Dal 2019 espone in mostre personali e collettive in gallerie e musei italiani.

Nel settembre 2020 pubblica con la casa editrice Teca Edizioni un catalogo del lavoro “Notturni” con testi di Domenico Maria Papa e Ugo Castagnotto.

Nel 2021 vince il Premio Zenato Academy per la fotografia in occasione della fiera The Others Art Fair, Torino.
Sempre nel 2021 collabora alla realizzazione del libro d’artista Anatomia Umana con un reportage fotografico della costruzione dell’opera monumentale di Salvatore Astore curata dalla Galleria Mazzoleni di Torino.

Nel 2022 pubblica una silloge poetica, Sembrava il Sole, per la casa editrice Edizioni Progetto Cultura di Roma per la collana Le Gemme, curata da Cinzia Marulli.

Nel 2022 pubblica anche il libro fotografico “Presenze” sui suoi primi lavori di ricerca per Atb Associazione Culturale di Torino con testi di Maria Erovereti.

Scrive di fotografia per testate come Doppiozero, Gazzetta Torino, Artribune, Small Zine e cura l’editoriale “Il contatto degli occhi col reale” per Torino Magazine.