*

Non tornare è la grazia.
Navi naufragate, armi a picco, fine.
Ma io torno dove non è logico approdare.
Antro sacro, fitto di ombre, sulla volta sirene e ciclopi.
Non restano del mio viaggio che voci, ossa, rovine.
Un fumo di nave, un’ansia di remi, il vento sui sassi.
Non diventerò il re che i nemici aspettano.
Non sarò il morto predestinato del regno di Itaca.
Approdo nell’antro.
Muschi anfore ulivi telai di pietra manti purpurei,
le due porte, Borea umana, Noto divina,
e lei mi guarda, nata ora, dall’aria
solo nostra, ovunque
odore di ulivi e di miele,
la accarezzo dove leggo
la sua estasi.

*

Terminate le loro opere,
compiuti i loro viaggi,
lasciano il paesaggio:
acque dense di cadaveri, rami divelti,
carcasse di uccelli, navi fracassate.
Cosa fa, chi viene dopo?
Può distruggere ancora?
Difficile, dopo il gesto che ha sconquassato.
Eppure si deve.
Si fa arte per come lo consente il mondo:
si lavora a ciò che è dentro e fuori,
attenti a ricucire strappi, a seppellire morti,
a salvare esseri quasi sommersi.
Io sono un re di cui vorrei si dimenticasse il nome.
Ma lo prometto:
riordinerò il paesaggio infranto.

*

L’immagine più bella e alle nostre spalle.
La bellezza non è diamante fermo
ma fogliame che sfugge, luce che si dimentica,
specchio dove vedere un altro viso
come quando, rapiti per amore,
torniamo a un mistero nitido, senza dèi.
Non possiede illusioni, quel mistero,
ma la realtà dove si rifrange.
Non ero l’unico, l’unico re.
Tutti i prìncipi dell’arcipelago sono partiti con me,
chi per possedere e depredare isole,
chi per salvare popoli.
Ma tutti dialogarono con i simulacri,
pietre trasparenti infilate
in chissà quale grotta,
da cui sempre si sentiranno gridare,
non consolati,
i naufraghi:
noi.

*

Non un pensiero errante
ma un viaggio non terminabile,
né un sopra né un sotto, né un alto né un basso,
tutto pura aria, vertigine senza fondo:
nell’impossibilità di ogni fondamento
continuiamo in sogno a fondare noi stessi.
Nella grotta non si vacilla: si guardano
i rami oscillare perché il vento esiste.
Dove manca il vento
è assente ogni vita: resta il sasso sordo,
la testa ribattuta sul muro,
la pietra
senza di noi.

*

L’antro, ancora
Il miele, gli ulivi, un’eco
di navi lontane.
L’abisso si è plasmato
carezza.
Il nero si è fatto
mano viva.
Importa tornare a qualcuno?
Per vendicarsi, per volere cosa?
che l’astuto stratega con la sua lama uccida il nemico
e restauri l’ingiusto universo dove trionfava il suo io?
Meglio il vortice imminente o i profumi dell’antro.
Meglio tornare disarmati,
a mondo dissolto.

*

Marco Ercolani, Non tornare è la grazia, prefazione di Angelo Lumelli, postfazione di Isabella Bignozzi, Puntoacapo Editrice, 2026

Marco Ercolani è nato nel 1954 a Genova, dove vive. È psichiatra e scrittore. Tra i suoi libri di narrativa: Col favore delle tenebre, Vite dettate, Lezioni di eresia, Il mese dopo l’ultimo, Carte false, Il demone accanto, Taala, Discorso contro la morte, A schermo nero, Turno di guardia. Camera fissa, Preferisco sparire. Colloqui con Robert Walser, Destini minori, Senza il peso della terra, Le forme dell’aria, Un uomo di cattivo tono, 14 luglio 1929: due lettere a Freud, L’età della ferita, L’altro dentro di noi, Sindrome del ritorno. Per la saggistica: Fuoricanto, Vertigine e misura, L’opera non perfetta, Il poema ininterrotto, Fuochi complici, Galassie parallele. Per la poesia: Il diritto di essere opachi, Si minore, Nel fermo centro di polvere,  Non tornare è la grazia. Suoi testi aforistico-poetici sono in Sentinella, Essere e non essere, Nottario 2015-2021. Nel 2020 crea il blog Scritture. Con Massimo Barbaro scrive Paesaggio con viandanti e L’arte della distanza (Puntoacapo), Corrosioni. Con Angelo Lumelli Cento lettere. Con Francesco Denini Ground. Lettere sulla musica. Con Giuseppe Zuccarino Reciproche consonane. Con Lucetta Frisa ha diretto la rivista “Arca” e dirige la collana “I libri dell’Arca”. In coppia con lei ha scritto: L’atelier e altri racconti, Nodi del cuore. Anime strane, Sento le voci, Il muro dove volano gli uccelli, Diario doppio, Furto d’anima. Ha curato antologia e testi critici per Angelo Lumelli (La poesia incessante) e Lorenzo Pittaluga (L’enigma della voce). Nel 2025 viene pubblicato Il demone della scrittura, il volume degli atti del convegno a lui dedicato presso la BUGe di Genova. Collabora a zonadisforme.net.


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