poesie future

Dalla prefazione di Ivan Fedeli

<< La poesia di Carla Malerba ha una sua particolarità: si stende a ventaglio generando una musicalità interna che rende l’idea di un ampio respiro, e dà aria. Il linguaggio, piano e articolato, avvolge e penetra, attraversando il lettore come una carezza tentata e mai data del tutto. Ne deriva la sensazione di una dolcezza inquieta, viva: essa pulsa e coinvolge, quasi il vissuto personale si trasformasse in una forma di comprensione del mondo attutita da bagliori, incertezza.
Parla di vita la Malerba, nelle sue poesie, di luoghi e occasioni. Tutto avvolto in un passare del tempo che si sgretola proprio mentre lo si percepisce nella sua estensione: chi prova è alla finestra, vede ma un filtro lo rende altrove, apparentemente altro … radice e progetto, la poesia indaga l’umano, ne rende la frammentazione, la complessità. E si apre tendendo all’altro come a parte di sé. Così ci accoglie un’Autrice solida, mai oltre le righe. Così germineranno in fiore i versi che, con sapienza e rigore, raccontano e si nascondono in noi, quasi appartenessero. >>

Che strano gioco
quest’aria senza vento
e questa luce piena nella stanza.
L’estate spande intero
il suo colore
e s’inoltra
il silenzio nelle cose.
Giallo il sole,
lontano un abbaiare,
una sedia nel mezzo della stanza.

*

Si concentra il dolore
là, dove il palmo finisce
e sul polso le vene si fanno
sottili meandri di delta
azzurri, quella parte di me
che si faceva tua.
Nel buio i tuoi occhi
falene,
falsi miraggi di cieli;
inganno
nei nostri nomi
impressi a fuoco
la certezza di un disegno stabilito.
Mi hai assegnato la notte
e per te hai preso i raggi,
la vittoria del giorno.

Simile alla fuga del capriolo incauto
è quella del cuore
per sottrarsi ai sortilegi dell’ombra.

*

Oggi si dispiegano i giorni
uno sull’altro
come fogli caduti d’almanacco.
Guardo quella finestra
da cui un lembo di tenda
appena si intravede.
Gli oleandri che amava son sfioriti
la sedia sul balcone si scolora
e la vestaglia rossa abbandonata
nell’ombra della stanza
più non dice.

Dalla postfazione di Gemma Mondanelli

[…] Tutto l’universo è poesia che si diffonde in una musica cosmica. Questo Carla Malerba certamente lo sa e con tenacia e amore dipana la matassa dei suoi pensieri fino a creare anche in questa sua ultima raccolta, breve, ma preziosa, una testimonianza di quella armonia che ci consola e si tinge di azzurra lontananza.


Carla Malerba è nata in Africa Settentrionale e dal 1970 risiede in Italia. A Tripoli, sua città natale, ha pubblicato i primi versi su quotidiani locali. Iscritta alla Facoltà di Lettere Moderne a Catania, interrompe gli studi a seguito di eventi politici legati al suo paese d’adozione. Si laurea nel 1986 presso l’Università degli Studi di Siena con una tesi sulla poesia per l’infanzia. Ha insegnato materie letterarie ad Arezzo, città nella quale vive tuttora.
Ha pubblicato: Luci e ombre (Arti Tipografiche Toscane 1999), Creatura d’acqua e di foglie (Calosci, 2001), e per La Vita Felice Di terre straniere (2010), Vita di una donna (2015).
Suoi testi sono presenti in riviste e antologie.
Suoi racconti brevi sono stati pubblicati su Essere, periodico del Centro di solidarietà di Arezzo.
Ha ricevuto il Premio speciale della Giuria al Premio “Ossi di seppia” e un secondo premio per la sezione tematica al Premio “Le occasioni” 2019.

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